introduzione

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Questo sito presenta i risultati di un laboratorio di tecniche pittoriche ispirato all’opera di Jean Le Gac. Le dieci sezioni che lo compongono corrispondono ad altrettanti lavori eseguiti tra aprile e giugno 2021 dai partecipanti al laboratorio — Valentino Canclini, Claudia Coazzoli, tommaso colleoni, Laura Delai, Sebastiano D'Eugenio, Ginevra Di Palma, Alice Savio, Maria Sclaverano, Chiara Vignandel, Salvatore Zoncheddu — i quali in vario modo hanno seguito l'insegnamento di Le Gac nel situare la pittura tra due assi operativi: il testo scritto e il tempo della vita che si struttura in dialogo con una progettualità formale, e quindi estetica.

Fra gli artisti rappresentativi di quel solco concettuale denominato Narrative Art, a partire dalla fine degli anni Sessanta Le Gac ha intessuto una fondamentale esperienza poetica di interrogazione del campo della pittura, per mezzo di strumenti e filtri linguistici eterogenei, quali: la pittura stessa, la fotografia, la scrittura, l’impersonificazione di figure di artisti frutto d’invenzione, la manipolazione di testi narrativi altrui, e le numerose azioni progettate con l’intento di suscitare, attraverso il medium del racconto letterario, la finzionalità di una coscienza pittorica strutturata dalla storia, dal sistema e dall’amore dell’arte. L’assioma della pittura come linguaggio — scommessa e destino di tutta l’arte dopo Seurat, come insegnava Filiberto Menna — per Le Gac implica la possibilità di rintracciare nella pittura un habitus che è confluenza di comportamenti e regole implicite nella possibilità stessa di una storia dell'arte; di convenzioni e paradossi insiti nella trama materiale dell’opera; e di significati promessi dall’ordine, talvolta misterioso, dell’espressione artistica.

Il titolo del sito Giornata incompiuta è un richiamo alla Lettera incompiuta (Lettre inachevée) che apparve nel 1970 sul numero 23/25 della rivista Uomini e Idee, e che è il primo lavoro di Le Gac pubblicato in Italia. La lettera, datata 10 marzo e indirizzata a un destinatario non dichiarato, in un tono formale e quasi burocratico fa cenno a una imprecisata attività che l’artista «avrebbe svolto (…) in diversi punti del paesaggio e che consisterebbe essenzialmente in una serie di manipolazioni solitarie esercitate su quel che lo circondava, al solo fine, sembra, di manifestare un comportamento». L’incompiutezza della lettera si potrà imputare alla mancanza di un destinatario certo, oppure a quel sospetto di irrealtà — ovvero di insensatezza — che inevitabilmente circonda le azioni artistiche. La lettera incompiuta annuncia le opere a cui Le Gac si dedicherà negli anni seguenti, e che in gran parte consistono nella disseminazione di testi narrativi dentro e fuori la città di Parigi, considerando che come «testo narrativo» sarà da intendersi non solo, o non tanto, il racconto scritto, quanto l’insieme delle forme traduttive a cui la scrittura va incontro quando tocca la situazione reale: camuffamenti della finzione nella verità, cacce al tesoro del significato, trame che impigliano la rappresentazione alla cosa rappresentata, l’immagine (foto, disegno, dipinto) all’immaginato (corpi, voci, luoghi fisici, nomi, esistenza trascorsa).  Infatti, si può considerare questa lettera come momento simbolico di spalancamento della pittura a un en plein air che sorpassa gli strumenti e i materiali consueti del dipingere, fino a metterne a repentaglio la costituzione, spingendola verso l’illusione, fatalmente inevitabile, di poter coincidere con la vita. O almeno con l’invenzione della vita, così come accade nei dipinti e nelle opere foto-testuali di Le Gac che ruotano intorno al personaggio di un pittore, il quale si nutre tanto della sua esistenza materiale quanto della imitazione delle vite di altri pittori, assunti come modello fantasmatico.

Per la giornata del 6 maggio 2021, coloro che hanno preso parte al seminario hanno progettato una propria attività, da realizzare individualmente o coinvolgendo altre persone. Alcune di queste attività rispondevano a un intento dichiaratamente pittorico, sia che si trattasse effettivamente di dipingere o predisporre le condizioni del lavoro pittorico, e sia che la pittura fosse fatta oggetto esclusivo di pensiero, e messa in crisi o rispecchiata in altre tecniche, o situata tra le forme della vita quotidiana. Altre attività, invece, partivano da una iniziale indifferenza alla pittura, la quale era data come una eventualità non prevista, o rinviata a una successiva elaborazione del materiale ottenuto nell’arco del giorno.
In tutti i casi si è trattato di dar luogo a una vacanza, cioè un vero e proprio svuotamento del tempo quotidiano, per far spazio agli effetti dell’attività progettata e calarsi nella situazione che da essa scaturiva.
Un'apertura, infine, dell'ambito in cui prende forma il lavoro della pittura, attuata nel corso della cosiddetta didattica a distanza, quasi che le misure di ciò che si dice «distanza» potessero partecipare alla composizione delle opere.

Pasquale Polidori
Corso di Tecniche Pittoriche, Accademia di Brera, Anno Accademico 2020-2021
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Per informazioni: info@giornataincompiuta.net
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giornataincompiuta.net è una mostra in forma di sito web, pensata per essere visitata in modo ottimale su uno schermo di computer.

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01
Chiara Vignandel
Quotidiano oggettivo oggettuale

02
Valentino Canclini
Bagnanti ad Asnières

03
Laura Delai
Life City

04
Claudia Coazzoli
L'orizzonte a Milano

05
Alice Savio
Sguardo molto dall’alto

06
Sebastiano D’Eugenio
Azioni infinite

07
Ginevra Di Palma
Tempo di relazioni

08
tommaso colleoni
per rivedere

09
Maria Sclaverano
Ritaglio di cielo

10
Salvatore Zoncheddu
Appunto / appuntamento
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Le illustrazioni sono tratte da opere di Jean Le Gac. In alto: elaborazione di una fotografia tratta dalla serie Le roman d'aventures, 1972. Nel testo: Lettre inachevée, 1970, pubblicata in «Uomini e Idee» n. 23/25, settembre 1970.  Al centro e in basso: The painter, 1974, due particolari.
Approfondimenti sul lavoro di Jean Le Gac:

Studio bibliografico L'Arengario.
Ricchissima e puntuale ricognizione su tutta l'opera di Le Gac, in particolare sugli anni delle operazioni en plein air e delle opere foto-testuali e comportamentali.

Galerie Sens Intérieur
Mostra personale dell'estate 2021 e saggio storico-critico di Evelyne Artaud.

Fondation Auer Ory pour la Photographie
Monografia concepita da Jean Le Gac come il racconto fotografico di tutta una vita d'artista, dalle opere di foto e testo ai dipinti, con molto spazio dedicato ai contesti di produzione dei lavori.

À cent metres du centre du monde — Centre d'art contemporain à Perpignan.
Collezione di dipinti dagli anni Ottanta ai Duemila.

Centre Pompidou — Musée National d'Art Moderne
Opere nella collezione del museo e in altri musei statali francesi.

Light Cone — Experimental Film
Tre cortometraggi.
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Une journée inachevée. Un hommage à Jean Le Gac

Ce site présente les résultats d’un laboratoire de recherche de techniques picturales, inspiré de l’œuvre de Jean Le Gac. Les dix sections qui le composent, correspondent à autant d’œuvres réalisées par les participants à cet atelier — Valentino Canclini, Claudia Coazzoli, tommaso colleoni, Laura Delai, Sebastiano D'Eugenio, Ginevra Di Palma, Alice Savio, Maria Sclaverano, Chiara Vignandel e Salvatore Zoncheddu. Chacun à sa manière, les étudiants ont suivi l’enseignement de Le Gac en situant la peinture entre deux axes opérationnels : le texte écrit et le temps de la vie qui se structure en un dialogue avec une projectualité formelle, et donc esthétique.

Parmi les artistes représentatifs de ce sillon conceptuel nommé Narrative Art, dès la fin des années ’60, Le Gac a tissé une expérience poétique fondamentale de questionnement du domaine de la Peinture, au moyen d’instruments et philtres linguistiques hétérogènes — tels la peinture elle-même, la photographie, l’écriture, la personnification de figures d’artistes inventés, la manipulation de textes narratifs d’autres auteurs, et de nombreuses actions conçues dans le but de susciter, au travers du médium du récit littéraire, la fiction d’une conscience picturale structurée par l’histoire, par le système et l’amour de l’art.
L’axiome de la peinture comme langage — pari et destin de la totalité de l’Art de l’après Seurat, ainsi que soutenait Filiberto Menna — implique chez Le Gac la possibilité de tracer dans la peinture un Habitus, une confluence de comportements et règles implicites dans la possibilité d’une histoire de l’art ; de conventions et de paradoxes inhérents à l’intrigue de l’œuvre, et de sens promis par l’ordre, parfois mystérieux, du discours.

Le titre du site Giornata incompiuta (Journée inachevée), renvoie à la Lettre inachevée parue en 1970 dans le numéro 23/25 de la revue Uomini e Idee, qui fut le premier travail de Le Gac publié en Italie.
Cette lettre est datée du 10 Mars et adressée à un destinataire qui n’est pas nommé. Rédigée sur un ton formel, presque bureaucratique, elle mentionne une activité indéfinie que l’artiste aurait « menée  (…) en différents points du paysage et qui consisterait essentiellement en une série de manipulations solitaires s’exerçant sur ce qui l’entoure, à la seul fin, semble-t-il, de manifester un comportement » .
L’incomplétude de la lettre peut être attribuée au manque d’un destinataire certain ou à ce soupçon d’irréalité, c’est à dire de non-sens, qui entoure inévitablement l’action artistique. La lettre inachevée annonce les œuvres auxquelles Le Gac se consacrera les années suivantes, et qui, en grande partie, consisteront à disséminer  des textes de narration dans, et en dehors de, la ville de Paris, en considérant  que par «texte narratif » il faudra entendre non seulement, et pas tant, le conte écrit, mais l’ensemble des formes de traduction que l’écriture traverse lorsqu’elle touche à la situation réelle :  déguisement de fiction en vérité, chasses au trésor du sens, sujets qui mêlent la représentation à la chose représentée, l’image (la photo, le dessin) à l’imaginé (corps, voix, lieux physiques, noms, existence vécue). Nous pouvons en effet considérer cette lettre comme un moment symbolique d’ouverture béante de la peinture vers un en plein air qui dépasse les instruments et les matériaux habituels de la peinture, au point de mettre en péril sa propre constitution, en la poussant vers l’illusion, inévitable, de pouvoir coïncider avec la vie.  Ou du moins avec l’invention de la vie, comme dans les tableaux et les œuvres photo-textes de Le Gac, qui tournent autour du personnage d’un peintre qui se nourrit autant de sa propre existence matérielle que de l’imitation des vies d’autres peintres, engagés comme modèles phantasmatiques.

Les jeunes artistes qui ont pris part au séminaire ont projeté pour la journée du 6 Mai 2021 une activité personnelle, à réaliser individuellement ou en impliquant d’autres personnes. Certaines de ces activités répondaient à une intention clairement picturale, soit qu’il se fut agi de peindre effectivement ou de préparer les conditions du travail pictural, soit que la peinture fut faite objet exclusif de la pensée et mise en crise, ou reflétée dans de techniques différentes, ou encore située entre les formes de la vie quotidienne. 
En revanche, d’autres activités naissaient d’une indifférence initiale à la peinture, donnée comme une éventualité imprévue ou retardée à une élaboration successive du matériel obtenu au cours de la journée. 
De toute façon, il s’est agi de donner lieu à un moment de vacance(s), un véritable vidage du temps du quotidien, afin d’étendre les effets de l’activité projetée et s’immerger dans la situation qui en découlait.

Enfin, une ouverture de l’espace dans lequel prend forme le travail de la Peinture, mis en œuvre au cours de l’apprentissage dit « à distance », comme si les mesures de ce qu’on appelle « la distance » pouvaient participer à la composition des œuvres. [Traduction : Maria Cristina Armani] 
  
Pasquale Polidori
Cours de Techniques Picturales, Académie de Brera, Année Académique 2020-2021
  
courrier: info@giornataincompiuta.net